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Convincere i giovani a terminare gli studi

28.02.2011Categoria: Formazione e istruzione

Migliorare l'accesso all'istruzione sin dalla prima infanzia, sostenere gli studenti meno bravi e meno volenterosi, implementare "scuole di seconda opportunità" per ridurre a meno del 10% l'abbandono scolastico nell'UE entro il 2020.

Ogni anno circa sei milioni di giovani (il 14% della popolazione scolastica) abbandonano gli studi, esponendosi ad un maggiore rischio di disoccupazione, povertà ed emarginazione.
Il fenomeno riguarda principalmente i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni e che hanno conseguito a stento un titolo di istruzione secondaria inferiore. Oltre a penalizzare i singoli individui, l'abbandono precoce degli studi ostacola la crescita economica e la competitività. Le economie moderne e tecnologicamente avanzate hanno bisogno di manodopera qualificata e chi lascia la scuola ha maggiori probabilità di finire con il dipendere dalle prestazioni sociali, gravando in tale modo sulle casse dello Stato.
Il piano dell'UE per combattere l'abbandono scolastico punta a ridurre questo fenomeno a meno del 10% entro il 2020. Esorta i paesi membri a elaborare politiche che coprano l'intero ciclo di studi, rimuovano i fattori alla base dell'abbandono scolastico, risolvano i nuovi problemi alla fonte e diano una seconda opportunità ai giovani che vorrebbero tornare sui banchi di scuola. Il piano si articola su tre assi:
- Prevenzione
Migliorare la parità di accesso all'istruzione nella prima infanzia, con standard di qualità elevati. Occorre introdurre misure per garantire che tutti gli allievi possano partecipare alla lezione (ad esempio il sostegno linguistico ai figli di immigrati).
- Intervento
Ai primi segnali premonitori (assenze ingiustificate, voti insufficienti, ecc.) è necessario attivare misure di tutoraggio e di sostegno didattico personalizzato, rafforzando anche la cooperazione con i genitori.
- Compensazione
I giovani che hanno abbandonato gli studi dovrebbero avere la possibilità di riprenderli in una fase successiva. Le "scuole di seconda opportunità" dovrebbero offrire classi più piccole, con metodi didattici più personalizzati e flessibili rispetto alle scuole tradizionali.
La riduzione del tasso di abbandono scolastico è uno dei cinque obiettivi della strategia Europa 2020 per la crescita e l'occupazione.
La Commissione ha, inoltre, istituito un gruppo sull'alfabetizzazione (composto da 11 esperti) che esaminerà le cause delle scarse capacità di lettura e scrittura e presenterà alcune proposte di intervento nel 2012 per porre rimedio al problema.
Per saperne di più:
http://ec.europa.eu/news/culture/110202_it.htm

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