
In una fase complessa a livello finanziario come quella attuale, complici i fatti storici degli ultimi anni e i cambiamenti di abitudini nella società di massa correlati alla Digital Transformation, la concessione di un finanziamento risulta quanto mai complessa nonché delicata per le realtà del settore.
Tra gli aspetti più rilevanti in chiave non solo analitica, ma di rischio, troviamo la valutazione del merito creditizio o credit score: un parametro deputato alla misurazione dell’affidabilità del soggetto che presenta richiesta. Oggi entriamo più nei dettagli sul merito creditizio, analizzando cos’è e come viene calcolato.
Merito creditizio: cos’è? Una panoramica concettuale
Il merito creditizio è un concetto che si inserisce in quello più generale di credito ai consumatori: “un finanziamento per acquistare beni e servizi importanti per sé o per la propria famiglia – un’auto, un elettrodomestico,
un corso di lingue – oppure per affrontare situazioni in cui è necessario disporre di denaro liquido.” Questa la definizione della Banca d’Italia.
Nel momento in cui un finanziamento rientra in tale categoria, l’ente creditizio adotta alcuni strumenti di valutazione così da capire a che livello di rischio si espone concedendo un determinato prestito, avendo modo di decidere persino di non effettuare l’erogazione.
Il merito creditizio rientra tra questi strumenti, intervenendo prima della stipula di un eventuale contratto. È un punteggio che viene assegnato al richiedente in relazione alla sua capacità di effettuare o meno il rimborso. Noto anche come credit score, viene assegnato direttamente dall’ente e può quindi variare da un soggetto creditizio all’altro.
In quali formule di finanziamento viene analizzato il merito creditizio?
Ora che sappiamo a proposito del merito creditizio cos’è, per capire meglio l’attualizzazione di tale concetto non resta che vedere in quali forme di finanziamento è contemplato.
Si tratta di tutte quelle assimilabili al cosiddetto credito ai consumatori, ovvero:
- prestiti non finalizzati: parliamo dei prestiti personali, concessi in genere per garantire una somma aggiuntiva alla persona, che ne può disporre come preferisce;
- prestiti finalizzati: si tratta di formule di “credito collegato” e dunque inerenti l’acquisto di un bene/servizio: può trattarsi di un veicolo usato o nuovo, dell’abbonamento della palestra e di molto altro ancora. La somma viene restituita tramite un piano rateale concordato;
- carta di credito revolving: una carta di credito che funziona da metodo di pagamento e, al contempo, per il conseguimento di un prestito, fruibile per il prelievo di denaro liquido così come per effettuare acquisti;
- apertura, nel conto corrente, di un credito: la banca dà modo all’utente di disporre sul suo conto corrente di una certa somma concordata. Per tale servizio, la persona conferisce una commissione.
I fattori che incidono sulla valutazione del merito creditizio
Il merito creditizio è un punteggio, come abbiamo avuto modo di analizzare. Ma come viene calcolato, quali sono i fattori che determinano l’affidabilità finanziaria di un certo soggetto? Vediamoli nel dettaglio:
- dati generali della persona, inclusi quelli di natura anagrafica che hanno ripercussioni, ad esempio, sulla sua situazione previdenziale;
- storia creditizia precedente, ovvero i comportamenti del soggetto in situazioni tra cui quelle di indebitamento, ricorso a formule differenti rispetto a quelle standard di credito al consumo e via dicendo;
- l’analisi della storia creditizia consente di accertare anche situazioni spinose come un ritardo nei pagamenti o un insoluto degli stessi;
- livello di indebitamento della persona, che dovrà essere commisurato alla sua situazione reddituale.
Calcolo del merito creditizio: come funziona
Il calcolo del credit score viene conseguito utilizzando i seguenti elementi:
- storico dei pagamenti: se ci sono ritardi oppure pagamenti non rispettati, si assiste a un abbassamento del punteggio;
- livello di indebitamento: se ci sono più prestiti in atto rispetto a quelli rimborsabili, il punteggio è più basso;
- tipologia di credito: una diversificazione del credito viene intesa come un segnale proficuo;
- durata dei finanziamenti: il punteggio è più alto se tale parametro è virtuoso, più basso nel caso opposto;
- numero di richieste effettuate a stretto raggio: se la persona fa richieste con una certa frequenza in un arco temporale contenuto, il punteggio è verosimilmente inferiore.
Comportamenti virtuosi per migliorare il merito creditizio
Il merito creditizio può essere migliorato, in maniera similare a quanto ruota attorno a un avanzamento di carriera: occorre essere ambiziosi con se stessi, imparando a diventare esperti e virtuosi, investendo sull’adozione di comportamenti virtuosi. Può sembrare una metafora ardita, ma è molto più vicina al vero di quanto non si possa pensare.
Entrando più nel pratico, tra le abitudini che permettono di influenzare positivamente il credit score si segnalano:
- regolarità nei pagamenti di ogni piano rateale;
- limitazione delle richieste di finanziamento, in linea con le proprie capacità di rimborso;
- uso di pratiche responsabili nella gestione del credito;
- monitoraggio del punteggio per verificare la situazione finanziaria.
Tutte abitudini di buon senso, in linea con i parametri e le modalità di calcolo del merito creditizio: un parametro soggetto a variazione, ma fondamentale per accedere a condizioni ottimali nel credito al consumo.

