
Il 1 gennaio ha preso il via il semestre di presidenza danese dell'Unione Europea: è la settima volta che la Danimarca assume la presidenza da quando nel 1973 è entrata nell'UE. Il semestre danese cade in un momento di grande difficoltà per l'Europa. "Saremo un ponte tra le acque agitate" dell'UE, fra tutti gli stati membri dentro e fuori dell'Euro, per "preservare l'unità" non solo dei 17 di Eurolandia ma dell'intera costruzione a 27. La missione è una sola: "contenere le spaccature", aveva sottolineato nei giorni scorsi il governo di Copenaghen che ha rilevato dalla Polonia la 'guida' dell'Unione. Il riferimento è in particolare alla Gran Bretagna che deve restare "un componente molto attivo della famiglia europea". E per farlo bisognerà "trovare soluzioni concrete a problemi concreti".
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