Cogliere le opportunità del turismo in Italia: Investire in strutture ricettive

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Oggi più che mai assistiamo ad un notevole incremento del turismo in Italia, i motivi sono certamente legati alle indiscusse bellezze del nostro territorio che, come nessun altro, offre notevoli attrattive paesaggistiche, culturali e artistiche. Le meraviglie che costellano le nostre regioni, da nord a sud, fanno del Bel Paese un museo a cielo aperto, che è possibile in gran parte visitare gratuitamente.

Tra i tanti siti di rilevanza storico-artistico, si possono ricordare Roma, Firenze, Palermo o Napoli, per fare qualche esempio. I tour enogastronomici poi, sono ormai leader nel settore turistico, in grado di attrarre un numero sempre maggiore di turisti da ogni dove, curiosi di provare le delizie offerte da un paese che si caratterizza anche per la rinomata tradizione culinaria e per sistemi di produzione artigianali, dove la genuinità è garanzia di salubrità e gusto. In Italia il turismo è una fonte inesauribile di guadagni, quest’ anno in particolare, si è assistito ad un’impennata del numero dei visitatori per motivi turistici.

Proprio per il successo che da sempre l’Italia riscuote in ambito turistico, stanno fioccando iniziative innovative nel settore delle strutture ricettive, si parla di b&b, formule ormai consolidate, ma anche di affittacamere e case vacanze, tra le quali le differenze di fondo sono di carattere gestionale e fiscale. Chi desidera generare una nuova fonte di guadagno prova, molto spesso e con successo, ad immettersi nel fitto mercato dell’accoglienza turistica, offrendo valide alternative economiche e funzionali, rispetto ai tradizionali alberghi o pensioni. La normativa di riferimento in materia, è stata negli anni blandamente fornita dallo stato, e più dettagliatamente emanata dagli enti locali.

Per avviare attività di questo tipo è fondamentale rivolgersi agli uffici preposti, perché spesso, le differenze tra requisiti richiesti e certificazioni varie da acquisire, possono fare la differenza tra regione e regione.

Come aprire un b&b

Spesso e volentieri chi possiede una casa in cui abita e desidera organizzarsi, allo scopo di produrre nuovo reddito, può decidere di entrare nel mercato dei b&b, una formula vincente di origine anglosassone, originariamente pensata per accogliere giovani turisti, offrendo prezzi modici senza eccessive pretese nei servizi offerti.

Questa espressione significa letteralmente ‘bed and breakfast’ e individua strutture ricettive a conduzione tipicamente familiare, caratterizzate da un numero ridotto di stanze e di posti letto, rispetto ad una struttura alberghiera tradizionale, solitamente la normativa prevede l’offerta di 6 posti letto, divisi in un numero massimo di 3 camere. In queste formule ricettive, si provvede alla prima colazione con cibi confezionati o eventualmente riscaldati, senza alcuna manipolazione degli stessi.

La gestione di un b&b non rientra tra le attività di tipo imprenditoriale pertanto, non può accedere ai numerosi finanziamenti o contributi che spesso l’Unione Europea rende accessibili, previa partecipazione a bandi pubblici. Di contro, per aprire un b&b non è necessario aprire una partita IVA, dunque a livello burocratico e amministrativo, occuparsi di queste formule di accoglienza potrà risultare abbastanza semplice.

Come aprire una casa vacanze

Anche una casa vacanze è una struttura ricettiva alternativa ai classici alberghi o pensioni, solitamente collocata in appartamenti, ville, case rurali ecc.. che vengono dati in uso ai turisti mediante la formula dell’affitto breve, non superiore ai 3 mesi consecutivi e non inferiore ai sette giorni.

La gestione di queste strutture può avvenire ad opera di privati che mettono a frutto le loro seconde case, con un’attività di naturale occasionale caratterizzata dalla stagionalità, oppure ad opera di chi lo fa per investire, in questo caso si tratterà di un’attività professionale. Questa forma di ospitalità garantisce privacy e indipendenza totale, l’immobile adibito a tali finalità, dovrà presentare precisi requisiti, cioè essere dotato di uno o più locali abitativi, una cucina autonoma, servizi igienici adeguati e privi di barriere architettoniche.

Per avviare questo genere di attività è sufficiente presentare una domanda al Comune per ottenere l’autorizzazione sanitaria, previo parere favorevole dell’Azienda Sanitaria Locale.

Gli affittacamere

Questo termine, che sempre più spesso si sente pronunciare, fa riferimento a chi, avendo a disposizione un immobile, lo affitta in tutto o in parte, in modo abituale e prevalente. Si tratta di un genere di locazione diverso da quelli precedenti, solitamente economico ed essenziale, non necessariamente legato ad una clientela in mobilità per motivi turistici.

In queste strutture, i servizi base sono garantiti e non hanno una copertura di 24 ore. La legge prescrive alcuni requisiti essenziali, in assenza dei quali tale attività non può essere esercitata, ovvero: il locatore deve essere munito di apposita licenza rilasciata dall’Autorità di pubblica sicurezza, la presenza di eventuali servizi complementari, un massimo di sei camere distribuite in non più di due appartamenti arredati e ubicati in uno stesso stabile, che possono anche essere funzionalmente comunicanti tra loro.

La legge prescrive inoltre l’iscrizione nel Registro delle Imprese. Gli affittacamere sono soggetti alla contribuzione previdenziale in rapporto al reddito effettivamente prodotto, anche nel caso in cui sia inferiore al livello minimo imponibile.