Sicurezza sul lavoro: conviene (non) essere a norma?

sicurezza sul lavoro

Quando si parla di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ci si riferisce a una sequenza di azioni che si devono compiere in un’impresa allo scopo di assicurare ai dipendenti il lavoro in spazi salubri, accoglienti e con rischi infortunistici ridotti al minimo.

Attraverso il decreto legislativo 81/2008 l’Italia ha legiferato in materia di sicurezza sul lavoro.

Come spesso accade in Italia, le leggi (e i decreti n.d.r.) risultano complesse e in contraddizione tra un punto e l’altro, o con altre leggi o decreti. Per questo motivo le aziende sono costrette a rivolgersi a consulenti esterni, con conseguente aggravio di costi da sostenere.

Altro inconveniente causato dalla confusione nello scrivere le leggi, riguarda il lassismo industriale e il conseguente accantonamento della messa in opera delle azioni necessarie alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. In certi casi si decide di lasciare in stand-by le questioni riguardanti la prevenzione.

Più che per mancanza di tempo, o di risorse da impiegare, la mancanza rilevata nelle aziende italiane sembra dettata dall’incoscienza dei datori di lavoro nei confronti delle conseguenze di un’ispezione.

Puntualizzazioni

Qualsiasi impresa, anche individuale, che si avvalga di prestazioni d’opera da parte di lavoratori:
• subordinati
• coordinati e continuativi
• occasionali
• autonomi
• volontari
• tirocinanti
ovvero qualunque persona sia partecipe in azienda per lavoro, a prescindere dal tipo di contratto, sono vincolate agli obblighi di sicurezza.

Obblighi per le imprese

• I posti di lavoro devono avere le caratteristiche e le certificazioni generalmente richieste dalle direttive urbanistiche (Es.: altezza minima, servizi igienici, impianti a regola d’arte D.M. 37/2008, ecc.);
• Certi tipi di attività necessitano di adempimenti aggiuntivi e peculiari, legati alla specificità della lavorazione;
• Tutti gli obblighi formativi devono avere una cadenza periodica.
Molte delle sanzioni previste dal D.lgs. 81/2008 sono di tipo penale. Unicamente un immediato adempimento delle prescrizioni assegnate dall’organo di sorveglianza e il pagamento delle sanzioni in misura ridotta, potranno evitare un processo di tipo penale, con conseguente aggravio di costi (spese legali, ammende maggiorate).

Le Ammende

TrasgressioneAmmenda minimaAmmenda massima¼ del massimo
Valutazione dei rischi e redazione documento2.740,007.014,401.753,60
Designazione RSPP2.740,007.014,401.753,60
Nomina medico competente1.644,006.576,001.644,00
Sorveglianza sanitaria2.192,004.384,001.096,00
Formazione generica dei lavoratori in materia di sicurezza1.315,205.699,201.424,80
Formazione specifica dei lavoratori in materia di sicurezza1.315,205.699,201.424,80
Designazione degli addetti al pronto soccorso e antincendio822,004.384,001.096,00
Installazione cassetta di pronto soccorso822,004.384,001.096,00
TOTALE11.288,80

Un’azienda, anche con un solo dipendente, rischierebbe una multa di circa 11.000 euro se venisse trovata inadempiente verso gli obblighi del decreto, essendo sprovvista di:

• documento di valutazione dei rischi
• della designazione e formazione dell’RSPP
• designazione e formazione addetto antincendio e pronto soccorso
• nomina del medico competente
• mancanza dei presidi di pronto soccorso
• mancata formazione e informazione ai lavoratori.

La stessa Azienda, avvalendosi di consulenti esterni, dovrebbe sostenere un costo di circa 1.500 euro.

Conviene rischiare di farsi trovare impreparati?